Colle, al di sopra di Bolzano

Dall'indaffarato e pulsante centro storico di Bolzano si arriva a Colle in una ventina di minuti: un viaggio in automobile o con i mezzi pubblici verso la stazione a valle della funivia del Colle ed in un salto di sette minuti che quasi sfiora le aghifogli che tracciano il percorso della cabina attraverso il bosco si arriva a 1134 metri di quota.
L'aria che si respira all'uscita dalla stazione a monte è già diversa, il silenzio è percettibile, interrotto solamente dal divertito sorridere degli ospiti del chiosco adiacente.
Accanto alle panche del giardino è esposto il modello della prima funivia al mondo, vezzo e genialità di un albergatore bolzanino che, a dispetto delle formalità consentite al tempo dalla normativa in materia di trasporti, volle la prima "teleferica per persone" al mondo. La cabina era aperta, viaggiava radente al suolo, ma costituiva un'assoluta novità, antesignana di turismo ed economia già all'inizio del 1900.
Da quel tempo poco è cambiato in quest'angolo di Bolzano: il bosco tipicamente alpino ha lasciato poco spazio alle costruzioni di qualche cittadino fortunato che ha costruito il proprio ricovero estivo e a due alberghi poco distanti.
Dalla terrazza e dalla veranda dell'albergo Colle si gode una vista eccezionale che ruota attorno alla conca bolzanina quasi a 360 gradi.


Le Dolomiti sbucano maestose ad est, ottocento metri più in basso la città si adagia silenziosa all'incrocio fra i tre fiumi che la solcano, ad ovest si leggono i profili del Monte Penegal e del Passo della Mendola, lo sguardo si perde fino al Gruppo del Tessa ed alle montagne dal ghiaccio perenne.

Il passaggio dell'uomo ha lasciato poche, ma antiche tracce: la principale è il maso Uhl, la costruzione più datata della parte denominata "Colle dei contadini".
Il suo insediamento risale al 1543 e prende probabilmente nome dal suo primo proprietario, Uhlrich Kohler. Il maso è costituito da un corpo architettonico interessante ed unico con casa abitativa staccata. La struttura muraria arriva fino al tetto ed include il piano fienile: una caratteristica eccezionale per l'epoca, dovuta forse all'esigenza di difendere l'edificio dal freddo e dalle incursioni.
La ristrutturazione dell'immobile, finanziata e terminata dalla Città di Bolzano nel 2003, ha volutamente lasciato intatta la scatola architettonica e la suddivisione degli ambienti, dando risalto alla loro originaria destinazione e lasciando invariata anche l'eccezionale travatura originale del tetto in legno di larice. La struttura ora è destinata a centro ambientale con ambienti capienti (fino a 100 persone) nel piano fienile. Le vecchie stalle sono divenuti laboratori per le scuole corredate di una biblioteca e di un foyer per piccole mostre e corsi. L'aula magna è adatta anche per lo svolgimento di concerti, corsi, seminari. La sua posizione sotto l'albergo consente lo svolgimento di eventi combinati con la piacevole gastronomia e la sua ben fornita cantina del locale.
L'ambiente circostante cancella l'incalzare del tempo: la moderna tecnologia, lo stile ed il servizio sono funzione, non protagonista, del fotogramma di un monte che, nella sua essenza, è rimasto fermo a cento anni fa.