ar/ge kunst Galleria Museo di Bolzano

La Galleria Museo di Bolzano si trova in via Museo, vicino al Museo Archeologico dell'Alto Adige.
L'associazione ar/ge kunst, creata nel 1985, è un'ente privato senza attività di collezionismo e persegue i suoi scopi secondo l'idea del "Kunstverein". Compito principale è da una parte sostenere l'arte contemporanea e con essa gli artisti stessi e, dall'altra, diffondere la comprensione dell'arte nella società.
La fondazione dell'ar/ge kunst fu ideata come forum per l'arte e l'architettura contemporanea, la fotografia ed i nuovi media espressivi, come associazione promotrice della Galleria Museo.
metro
Metro è un progetto, proposto da ar/ge kunst Galleria Museo, finalizzato alla promozione ed al supporto di persone attive in campo culturale al di fuori dei consueti spazi istituzionali. Tale piattaforma promuove l'affermarsi di una rete culturale indipendente sostenendo, in ambito regionale, una nuova, ampia e stimolante forma di espresssione culturale contemporanea.
Katarina Zdjelar - Michael Höpfner

Katarina Zdjelar - Still from "Everything Is Gonna Be" (video, 2008). Courtesy: the artist
Dal 25 giugno al 14 agosto 2010
A cura di Luigi Fassi.
Inaugurazione 25 giugno 2010 alle ore 19, artists' talk con Caterina Riva (co-director, FormConten, Londra)
Impegnati in modi diversi a produrre una riflessione sui modelli della memoria e dell'immaginario collettivo all'interno della cultura occidentale, Katarina Zdjelar e Michael Höpfner esercitano un'analisi critica profonda degli sviluppi politici ed economici del mondo contemporaneo.
In "A Girl, the Sun and an Airplane Airplane" (2007) Katarina Zdjelar ha chiesto ad alcuni cittadini di Tirana, la capitale dell'Albania, di provare a parlare liberamente in russo all'interno di uno studio di registrazione. L'obiettivo dell'artista è di lasciar riaffiorare, in termini di memoria linguistica, quanto rimasto della stagione della dittatura sotto Enver Hoxha, quando il russo era la lingua di riferimento culturale e politico dell'Albania.
L'opera è un tentativo di scavo nelle profondità dell'inconscio collettivo, indagato dando spazio alle reminiscenze linguistiche individuali proprie di un tempo passato. I cittadini più anziani di Tirana coinvolti dall'artista rammentano una molteplicità di parole e di frasi, per quanto spesso disarticolate e incoerenti tra loro, mentre i più giovani provano ad attingere invano ad una memoria linguistica e culturale che appare ancora oscuramente presente ma ormai inaccessibile nei suoi codici determinati.
Lasciando reagire tra loro la dimensione contemporanea dell'Albania democratica con la memoria frammentata sul passato recente del Paese, "A Girl, the Sun and an Airplane Airplane" interroga il rapporto tra la realtà dei fatti storici e la loro assimilazione sul piano privato e individuale.
"Everything is Gonna Be" (2008) è un'opera video realizzata dall'artista in Norvegia con il coinvolgimento di un gruppo di persone di mezza età, cresciute nell'agio del welfare norvegese sviluppatosi dagli anni Sessanta in poi. Il gruppo, un coro amatoriale di amici, si è cimentato su richiesta dell'artista nell'esecuzione della celebre canzone dei Beatles "Revolution", un dialogo a due incentrato sulla stagione del 1968 e sul rapporto irrisolto tra rivoluzione e violenza, cambiamento sociale ed estremismo politico.
L'uso fluido ma imperfetto della lingua inglese da parte dei cantanti diventa nell'opera dell'artista la rappresentazione simbolica di una loro inadeguatezza rispetto al contenuto della canzone, la messa in scena di una distanza tra le ambizioni giovanili e gli esiti delle biografie personali dei cantanti. "Everything is Gonna Be" apre in tal modo una riflessione sull'idea politica dell'Europa e sul ruolo civile e culturale dei suoi cittadini nello scenario del mondo contemporaneo.
Erosione, identità, memoria e dispersione sono le parole chiave anche della ricerca di Michael Höpfner. L'artista austriaco ha sviluppato nel corso degli ultimi anni un'attività artistica incentrata su un'erranza geografica e culturale, realizzata percorrendo a piedi regioni periferiche e paesaggi desertici in diversi continenti.
"Outpost of Progress" (2005-2010) è l'esito di otto settimane di percorso condotto da Höpfner attraverso l'altipiano del Chang Tang nel Tibet occidentale, una regione abitata da circa cinquantamila persone di antica tradizione nomadica.
Territorio precluso al libero ingresso di turisti e cittadini stranieri e tra i più ignoti del pianeta, il Chang Tang si è rivelato nel corso dell'esplorazione dell'artista sede di molteplici interventi di devastazione ambientale e architettonica. Lontana da ogni ideale di idillio naturale e purezza ambientale, la regione tibetana documentata da Höpfner appare al contrario un avamposto del degrado del pianeta operato da parte della cultura industrializzata, il teatro di una cancellazione di culture e tradizioni radicate da millenni.
Tra rifugi, grotte e capanne, gli abitanti del Chang Tang resistono all'avanzare della modernità globale, opponendo mediante le forme di un'invisibilità nomadica la difesa del proprio mondo culturale in dissoluzione.
Tramite la presentazione di regesti fotografici, diapositive e moduli abitativi essenziali derivati dalle architetture effimere della regione, "Outpost of Progress" smentisce l'idealizzazione di armonia e omogeneità associata ai grandi territori naturali mostrando la brutalità dell'antagonismo fra stanzialità e nomadismo, tradizione e sviluppo.
Info
ar/ge kunst Galleria Museo
Via Museo 29 - 39100 Bolzano
Tel. +39 0471 971601 - Fax +39 0471 979945
www.argekunst.it - www.argekunst-metro.com
Orario di apertura
Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Sabato dalle ore 10.00 alle 13.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero