Via dei Bottai

Via dei Bottai

Viticoltura e commercio del vino rappresentavano nel Medio Evo la principale fonte di reddito per la città di Bolzano. Di conseguenza i bottai costituivano la corporazione più potente della città, mentre la via che da essi prese il nome, via dei Bottai, divenne una delle arterie principali della città.

Via Bottai è una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto, le numerose locande e lo storico albergo Luna Mondschein. All'estremità settentrionale della via si trova il Museo di Scienze Naturali, situato nella sede amministrativa dell'imperatore e conte di Tirolo Massimiliano I (costruita nel 1512). Nei pressi del museo si trovano le storiche locande Cavallino Bianco e Ca' de Bezzi, luogo amato da vari artisti.

Dalla fine del XIII secolo lungo questa strada, molto ampia per l'epoca, transitava praticamente tutto il traffico da e per il valico del Brennero. Dall'incrocio con l'attuale via Hofer, passando per l'osteria Ca' de Bezzi, i viaggiatori, attraverso l'allora Porta Vanga, che si trovava più o meno all'altezza dell'odierno Museo di Scienze Naturali, raggiungevano il centro della città in pieno clima fieristico.

La via dei Bottai rappresentava quindi il luogo di primo contatto con la città, per questo qui si trovavano e si trovano tutt'ora, numerose trattorie ed alberghi. Arrivati qui dopo un viaggio logorante, i mercanti si ristoravano e ritempravano i loro cavalli, prima di incontrarsi con i clienti od i partner nella via dei Portici.

La via dei Bottai doveva essere quindi una via alquanto rumorosa ed animata, larga al punto da consentire il passaggio di carri da tiro a tre.

Oggi la via dei Bottai rientra nella zona pedonale del centro cittadino, che abbraccia le strade più antiche del centro storico, quali la via Museo, via dei Grappoli, via Argentieri, via Bottai, i Portici, Piazza Walther e Piazza Erbe.

All'inizio del XIII secolo via dei Bottai si chiamava via Vanga, dal nome latinizzato di una grande famiglia nobile, in tedesco Wangen, che estendeva la sua influenza anche in Trentino, una stirpe che annoverava nel suo patrimonio vari castelli (tra cui Castel Roncolo), nonchè un principe vescovo di Trento, Federico (1207-1218) che procurò alla propria famiglia anche un proprio tribunale alla periferia della città.

Oggi, come nei secoli passati, via dei Bottai resta la strada dell'ospitalità, grazie ai numerosi alberghi e ristoranti come il Cappello di Ferro (Eisenhut), il Cavallino Bianco (Weisses Rössl), una storica istituzione con cucina aperta fino a notte, il Pavone (Pfau), l'Hotel Luna-Mondschein, con il suo prezioso cortile interno soffittato a cassettoni dipinti e la sua Stube ancora integra.

Via dei Bottai è soprattutto una via per il passeggio e lo "shopping" legato alla tradizione.

In via dei Bottai si giunge da via Dr. Streiter e dalla piazza del Municipio, vicino alla via dei Portici.

Palazzo di Massimiliano

Fra gli edifici storici, il Maximilianhaus oggi sede del Museo di Scienze Naturali, che ospitò anche Niccolò Macchiavelli in missione diplomatica per conto di Firenze, già sede altresì dell'ufficio pesi e misure e dell'ufficio imposte. Edificio tardo-gotico costruito tra il 1500 ed il 1512 da Massimiliano I d'Asburgo quale sede dell'amministrazione territoriale tirolese.

Di fronte si trovava invece la sede amministrativa del Vescovo di Augusta (Augsburg), proprietario di numerosi vigneti. Dal 1803 al 1899 l'edificio fu adibito a carcere cittadino, che vide fra i detenuti anche l'eroe tirolese Andreas Hofer ed il suo luogotenente Peter Mayr.

Curioso sigillo

Qui si trova una sorta di curioso sigillo nei versi in tedesco, dipinti sulla facciata datato 1919 che rievocano, in poesia, il lustro secolare della strada e che recitano pressapoco così:

"Mi chiamo Via Bottai
Qui risuonava la mazza battuta
Sul tino, Yhr e botte
Per tanti e tanti anni".

"Ich heisse Bindergasse -
Der Schlägel hier erklang
An Zuber, Yhr und Fasse
Gar gute Jahre lang."

Ho ricevuto una interessante indicazione in merito alla scritta in tedesco sopracitata: alcune lettere sono state scritte in rosso ed associando le lettere ai numeri romani si ottiene il numero 450: per 450 anni qui hanno risuonato gli strumenti dei bottai!

I C I I D D C L L I L U U D U I L = 1 + 100 + 1 + 1 + 10 + 10 + 100 + 50 + 50 + 1 + 50 + 5 + 5 + 10 + 5 + 1 + 50 = 450 anni.

Yhr sta a significare una unità di misura per il vino: ca. 60 litri. Vi erano diverse varianti locali differenti di questa unità di misura tra Bolzano, Merano e Caldaro.