L'arte di invecchiare
7 settembre - 27 ottobre 2007
Mostra a cura di Sabine Gamper, direttrice dell'ar/ge kunst, Galleria Museo, Bolzano (I) e Karin Pernegger, direttrice della Galleria Civica di Schwaz, Tirolo (A).
Artisti alla Galleria Museo di Bolzano: Marina Ballo Charmet, Daniela Chinellato, Marcell Esterhazy, Elisabeth Hölzl, Melanie Manchot, Aernout Mik, Imogen Stidworthy, David Zink Yi.
Artisti alla Galleria Civica di Schwaz, (A): Louise Bourgeois, Marrie Bot, John Coplans, Anton Corbijn, Ines Doujak, Herlinde Koelbl, Vera Lehndorff, Maria Lassnig, Nicolas Nixon, Andres Serrano, Cindy Sherman, Miwa Yanagi.
6 settembre 2007, ore 18
Inaugurazione Galleria Museo, Via Museo 29, I-39100 Bolzano
(in cooperazione con Transart Bolzano - inaugura alle ore 20.30)
7 settembre 2007, ore 22
Inaugurazione Galleria Civica Schwaz: Palais Enzenberg, Franz Josef Str. 27/1
A-6130 Schwaz, www.stadtgalerieschwaz.at
(in cooperazione con Klangspuren Schwaz, inaugura alle ore 20.30)
Eventi collaterali Galleria Museo Bolzano:
a settembre: Tavola rotonda.
2 ottobre 2007, ore 19.00: Presentazione del film Großeltern, di Nicole Scherg.
6 ottobre 2007, ore 22.00: Performance di Francesca Grilli, Enduring Midnight.
18 ottobre 2007, ore 19.00: Lettura di Edith Moroder, Im Treibsand.
"L'arte di invecchiare" é una mostra divisa in due parti, che é stata concepita come progetto di collaborazione tra la Galleria Museo di Bolzano (I) e la Galleria Civica di Schwaz (A).
Le due mostre saranno allestite tra l'inizio di settembre e la fine dell'ottobre 2007 nelle due sale espositive, e si differenziano per i motivi di interesse prescelti.
La mostra di Bolzano si concentra sulla percezione del problema nella famiglia e nella società, mentre a Schwaz invece siamo di fronte ad un approccio riflessivo e autopercettivo: la propria identità, il corpo e la sua sessualità sono al centro dell'attenzione.
Di fronte all'invecchiamento della società e alle sfide connesse emerge chiaramente l'esigenza di creare nuove immagini per essere all'altezza dei temi dell'anzianità. Nell'ambito della mostra saranno presentati dei ritratti impressionanti sul processo di invecchiamento, sulla nostalgia e la memoria, sul mito della giovinezza e sull'impressione che i familiari più giovani hanno dei loro genitori e nonni.
Le due mostre cercano di proporre un'immagine positiva della vecchiaia, tenendo conto dei suoi punti di forza e dei problemi ad essa connessi, ed escludono, dunque, un'equiparazione dell'anzianità alla malattia e alla morte, che nonostante la loro inevitabilità, non dipendono dall'età.
Uno sguardo privato sulla presenza di persone anziane nelle nostre famiglie lo offre l'artista ungherese Marcell Esterhazy nel video "v.n.p. v.2.0." (2005), nel quale inquadra con la propria videocamera il nonno per tutta la durata di una cena in famiglia.
Un'impietosa analisi dei modelli di comportamento, ormai vecchi di una vita, è svolta da Aernout Mik nel video "Kitchen" (1997) dove mostra una lite tra tre uomini anziani. Il ruolo dell'attaccante e dell'aggredito cambiano continuamente - come in passato accadeva nel cortile della scuola - e con questa messa in scena si rende evidente chi già da bambino era un perdente e chi un vincente.
Nel video "Elocution" (1996) l'artista inglese Imogen Stidworthy tratta il rapporto di forze tra un padre e la sua figlia, riflettendo i ruoli tra genitori e figli, padre e figlia, insegnante e studentessa e uomo-donna.
La fotografa Melanie Manchot presenta ritratti della madre, che non solo documentano la loro relazione intima, ma nei quali la pelle diventa superficie di proiezione per l'avanzare del tempo.
Elisabeth Hölzl realizza con "Souvenir" 2007 un'installazione di oggetti quotidiani e fotografie che rappresentano per gli anziani di un centro di lungodegenti la vita precedente al di fuori di esso, mentre nel toccante video "frammenti di una notte" (2005) di Marina Ballo Charmet viene documentata una notte in un reparto geriatrico di un ospedale a Modena. Il rapporto fra malattia, vecchiaia e istituzione viene rappresentato nei termini del sonno come momento di abbandono in un tempo sospeso, al margine fra coscienza e incoscienza, scandito dai ritmi dei turni ospedalieri e dai gesti rituali e affettivi della cura.
Il lavoro di Daniela Chinellato consiste nella scritta "coltempo" (2007) tracciata con argilla fresca su muro, che fa riferimento a "la vecchia" di Giorgione, e va a toccare senza riguardo un terrore ben nascosto in un angolino: il tempo che passa.
Nella sua serie di fotografie intitolate "Roma 395-6" (2006), David Zink Yi ha fotografato la nonna italiana che - emigrata in Sudamerica - colleziona figurine di porcellana e centrini ad uncinetto quali ricordi della lontana Europa.
Conosciamo tantissime immagini che mostrano come dovrebbe apparire la vecchiaia ma ne abbiamo pochissime che ne riflettono la realtà. Questa mostra cerca, in proposito, di fornire un positivo impulso a tal riguardo. Non è un caso che in essa la bellezza di un corpo maturo stia in primo piano.
Orari: martedì - venerdì 10-13 e 15-19.
Sabato 10-13, domenica e lunedì chiuso.
Ingresso libero.
Le chiavi del paradiso

12 ottobre 2007, presentazione dei film "Le chiavi del paradiso" alle ore 19.00.
Regia: Caterina Carone
Camera: Melanie Brugger
Montaggio: Julia Wiegand
Suono: Caroline Leitner e Valentina Zaggia
Produzione ©2007 ZeLIG Scuola di documentario.
Film documentario, 1950, lingua originale: italiano con sottotitoli in tedesco.
Le chiavi per il paradiso è un improbabile viaggio alla ricerca di qualcosa in cui credere. Ed è proprio nel luogo delle sue origini, Sant’Omero, minuscolo paesino abruzzese, che la regista decide di fare questo tentativo. Così Creola, Leandro ed Angelo, santomeresi, diversissimi, ed eroi inconsapevoli della sua infanzia, si ritrovano ad essere, involontariamente, i ciceroni di questa ardua e surreale ricerca.