Johann Anton Koch: Acquedotto

Johann Anton Koch, un tirolese a Roma

Johann Anton Koch aveva 27 anni quando a piedi lasciò le vallate alpine che lo videro ragazzo per raggiungere l'Italia, Roma.

Koch, che era nato il 27 luglio 1768 a Obergiblen in Tirolo, aveva studiato all'Accademia delle Belle Arti di Stoccarda, ed era uno "spirito libero" per non dire autenticamente ribelle. Frequentatore dei circoli giacobini di Strasburgo e Basilea finì anche agli arresti per insubordinazione.

Johann Anton Koch, una volta raggiunta l'Italia, dopo aver toccato Bologna, Firenze, Napoli e Salerno, si fermò a Roma, città dalla quale non seppe più separarsi se non per brevi parentesi.

Roma diventò ben presto la sua nuova patria d'adozione tant'è che, dopo aver preso alloggio in via Sistina, fu un abituale frequentatore del caffè Greco, si sposò con Cassandra Rinaldi di Olevano Romano, ed era solito firmare le lettere che indirizzava ai suoi amici con un emblematico "Il vostro Sepp, tirolese di Roma".

Sta di fatto che Anton Koch divenne un importante artista. I suoi oli e le sue opere grafiche fecero scuola, tanto che i suoi paesaggi (il "paesaggio eroico") della campagna romana coniugarono in maniera originale lo schema neoclassico con quello romantico.

Sue opere, che affascinarono anche re Ludwig I di Baviera, sono oggi alla Neue Pinakothek di Monaco, alla pinacoteca di Dresda e alla Gemaldegalerie di Berlino.

Nel corso degli anni romani Koch, appassionato di Dante, illustrò una delle più ricercate e raffinate edizioni della Divina Commedia.

Koch morì il 12 gennaio 1839, nella sua abitazione di palazzo Galoppi alle Quattro Fontane ed è sepolto nel cimitero teutonico del Vaticano.

Fu capostipite di una famiglia di artisti: suo figlio Augusto fu pittore di un certo talento e suo nipote Gaetano fu uno dei più noti architetti dell'epoca Umbertina (a lui si deve tra l'altro Palazzo Koch, sede attuale della Banca d'Italia a Roma).