Provincia Autonoma di Bolzano, Alto Adige Cultura italiana, Città di Bolzano, Assessorato alla cultura, il Circolo fotografico Tina Modotti e la Galleria Grazia Neri di Milano presentano:
Antonin Kratochwil "Sopravvivere"
5 - 30 dicembre 2006
"Sopravvivere", l'ultimo libro fotografico di Antonìn Kratochvìl, costituisce forse la summa del suo modo di intendere il fotogiornalismo, che nasce forse, ma sicuramente è influenzato, da motivazioni radicate nel suo passato. Profugo lui stesso, ha vissuto per anni in un campo di internamento e da questa esperienza ha sicuramente tratto il suo particolarissimo stile "partecipativo".
Kratochvil ci racconta di guerre, guerre classiche, come l'Afghanistan in cui nel 1978 era uno dei pochi fotografi presenti, e guerre scatenate da ottusi regimi contro il proprio popolo, come la Mongolia dei bambini disperati di Ulan Bator o il Guatemala dove altri bambini sfuggono alle squadre della morte, ma anche di guerre forse più infide, come il genocidio del popolo dello Zimbabwe decimato dall'AIDS e soprattutto dall'indifferenza dei suoi governanti e del mondo.
L'occhio, ma anche il cuore, il cervello e la macchina fotografica di Antonin Kratochvil non si sofferma però sul momento drammatico e fotogenico dell'"evento guerra", il titolo stesso ci fa capire qual'è l'obiettivo del profugo trasformatosi in "foto-narratore", documentare il dopo, narrare di chi all'evento è sopravvissuto, probabilmente sentendosi lui stesso un sopravvissuto. È così che non vediamo le immagini del conflitto in Afghanistan, perchè sui posti ci è tornato dieci anni dopo, a cercare chi, sopravvissuto alla bestialità della guerra, trascina la vita nei campi profughi cercando ancora di sopravvivere alla fame ed alle mine anti-uomo. Così in Angola Kratochvil non ci racconta il tragico conflitto che per sedici anni ha visto angolani massacrare angolani, ma gli sforzi degli inviati dell'ONU che, approfittando di una pausa nel massacro, cercano di assistere i rifugiati e ridare quel minimo di speranza che permetta loro, ancora una volta, di sopravvivere.
È questa, crediamo, l'essenza del lavoro di Antonin Kratochvil, immagini durissime a documentare realtà sconvolgenti, con quella luce di speranza che sembra essere in contraddizione con le obiettività del mondo raffigurato ma che sola può giustificare l'enunciato del titolo, l'esigenza primaria dell'essere umano di restare aggrappato alla vita, anche ad una vita disperata e disperante.
La mostra consta di nove sezioni, ognuna dedicata ad un paese, per un totale di settanta fotografie in bianco e nero ed è accompagnata da un libro, edito da Motta.
L'Artista, nato nel 1947 nella Repubblica Ceca, si laurea in fotografia alla Gerrit Rietvelt Art Accademy di Amsterdam e si afferma presto come uno dei più importanti reporter di fotografia sociale, ricevendo i più importanti riconoscimenti mondiali fra cui citiamo l'Infinity Award come fotogiornalista dell'anno nel 1991 a New York, il World Press Photo nel 1997 e nel 2003 e tanti altri.
Verranno organizzate anche, su richiesta, visite guidate.
La mostra è curata dall'Agenzia Grazia Neri di Milano con il coordinamento di Elena Ceratti.
Biografia di Antonín Kratochvíl
Nato a Lovisize, Cecoslovacchia, nel 1947, ha ottenuto asilo politico in Olanda dal 1967 dopo aver vissuto l'esperienza della persecuzione politica, dei campi di prigionia e della fuga forzata dal proprio paese. Dopo un diploma in Fotografia (MFA in Photography) alla Gerrit Reitveld Art Accademy diventa fotografo freelance dal 1972. Risiede attualmente a New York.
Dai primi anni '80 accosta alla professione di fotografo l'attività di lettore e docente presso scuole professionali e Università: dalla Los Angeles School of Design nel 1979, alla New York University, dal Santa Fe Workshop, New Mexico, al Toscana Photographic Workshop nel 1996-98.
Nei primi anni novanta fa parte dell'ampio gruppo di fotografi che lavorano per i volumi della Harper Collins "A Day in the Life of ...", con la realizzazione di immagini per "A Day in the Life of Hollywood" ('93), "A Day in the life of Thailand", "A Day in the Life of Israel" ('95) e "Christmas around the World" ('96).
Nella seconda metà degli anni '90 si dedica allo sviluppo di alcuni progetti personali, concentrando il suo interesse sul disagio nella condizione umana. Pubblica in questi anni i libri "The Human Condition" (1996) "Mizèrie" (1997) "Broken Dream" (1997) e "Mercy" (2000). Al reportage sociale e umano accosta anche lavori di ritrattistica, come quelli pubblicati in "Incognito" nel 1998, un piccolo volume che raccoglie ritratti di personaggi famosi, pienamente aderente al suo stile espressivo forte e senza mezzetinte.
Negli ultimi anni ha svolto assegnati editoriali per le riviste Rolling Stones, Esquire, Fortune, The New York Times Magazine, Traveler, Mother Jones, Newsweek, Time, Elle, Vogue, Stern, L.A. Style, Men's Journal, The New Yorker ed altre ancora.
Il suo lavoro è stato premiato al Picture of the Year nel 1992 e lo stesso anno l'ICP di New York (International Center of Photography) gli ha attribuito l'Infinity Award for Photojournalism. Nel 1994 riceve la Leica Medal of Excellence e il Mother Jones Found for International Photography, nel 1995 l'Ernst Haas Working Grant, nel 1998 il primo premio al World Press Photo nella categoria "portrait" (ritratti) e, sempre nel '98, l'Alfred Eisenstaedt Award. Del 2000 è il prestigioso "ARC" (International Gold Award for Best Annual Report) della Rockfeller Foundation.
La sua produzione fotografica è stata proposta nel 1985 a Perpignan nel contesto del festival Visa pour l'Image ed esposta in diversi paesi in mostre personali e collettive ultime delle quali "Broken Dream", inaugurata a Praga nel 1997 ed esposta a Londra, Los Angeles e San Francisco nel '98 e, nel 2000, "Mercy", che sarà esposta in Italia alla fine del 2001 con il titolo: "Sopravvivere".
Antonín Kratochvíl è rappresentato in esclusiva per l'Italia dall'Agenzia Grazia Neri.
Info
Inaugurazione: lunedì 4 dicembre alle ore 18.00.
Sede espositiva: Centro Culturale Claudio Trevi, dal 5/12 al 30/12/2006.
Orario: lunedì - sabato dalle ore 10.00 alle 18.30. Giovedì dalle ore 10.00 alle 20.00.
Ingresso libero.