Serate ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Settima Edizione dal 19 giugno al 14 agosto 2008 dalle ore 21.00 ai Giardini Trauttmansdorff a Merano, un piccolo ma affascinante giro del mondo! Piante e fiori di tutti i Paesi si possono ammirare attraverso un percorso che da alcuni anni è diventato una delle attrattive principali di tuto l'Alto Adige.
Cinque eventi, come è tradizione, uno ogni due settimane e sempre di giovedì, allargando ancora di più gli orizzonti verso i Paesi che propongono la musica etnica più creativa.
Un simile palcoscenico senza confini, dal 2002 è diventato anche il teatro ideale per la musica di tutto il mondo, cornice perfetta per la world music.
Le Serate ai Giardini, che quest'anno celebrano la loro settima edizione, aggiungono nuovi e incontestabili motivi per fare di questa iniziativa una delle più interessanti nel panorama delle manifestazioni estive del Nord Italia, anche volendo prescindere dal fascino della cornice naturale che è il valore aggiunto di questa rassegna.
Rassegna che ha conquistato in questi anni parecchie "medaglie", lanciando nomi ora celebri come Aida Nadem, Hazmat Modine, Sevara Nazarkan, l'Orchestra di Piazza Vittorio, Habib Koitè & Bambada, Arto Tuncboyaciyan & The Armenian Navy Band, Freshlyground, e ospitando case di produzione prestigiose come la Real World di Peter Gabriel.
I concerti hanno luogo presso il Laghetto delle ninfee.
Inizio concerto: ore 21.00
Ultimo entrata: ore 21.00
Ingresso ai Giardini dalle ore 18.00, incl. concerto.
Nelle serate dei concerti non valgono le riduzioni sul prezzo d'ingresso.
I concerti hanno luogo all'aperto e non sono previsti posti coperti. I biglietti d'ingresso non vengono rimborsati in caso di annullamento o d'interruzione di un concerto per maltempo, nè sono ricuperabili in altra data successiva.
(Riserva di variazioni)

Dobet Gnahoré (Costa D'Avorio)
E il gran finale giovedì 14 agosto con Dobet Gnahorè, la nuova grande voce dell’Africa. Cantante, ballerina e percussionista della Costa d’Avorio ha ereditato la forza della tradizione "Bété" da suo padre Boni Gnahorè, maestro percussionista di Abidjan, componente del gruppo pan-africano Ky-Yi Mbock. Lavorando con la compagnia del padre incontra il chitarrista francese Colin Laroche de Feline, recatosi in Africa per approfondire la conoscenza delle melodie e dei ritmi africani.
Nel 1999 Dobet forma con Colin il Duo Ano Neko, che in lingua Bété significa "creiamo insieme", trasferendosi poi in Francia per una lunga tournée nel 2000, realizzando e collaborando a diversi progetti. Nel 2001 i due fanno ritorno a Abidjan per il Festival Masa Off, dove riscuotono un grande successo e incidono otto brani.
Di ritorno in Francia, il progetto artistico viene rimodellato, ponendo al centro la voce e la personalità di Dobet Gnahoré e aggiungendo al duo una seconda voce e un percussionista.
Viene quindi prodotto il primo disco "Ano Neko" (2004) che comprende composizioni basate sulle polifonie tradizionali africane e canti etnici contaminati da arrangiamenti e suoni più moderni. Una miscela di elementi sonori e ritmici, dalle melodie mandingue alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall’hig-life ghanese ai cori zulu, dai canti betè ai canti pigmei centraficani.
Dobet interpreta le proprie composizioni in differenti lingue africane Betè, Fon, Baoulè, Lingala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in francese e in inglese. Dispone di una voce calda e possente e di una grande presenza scenica, nutriti da anni di lavoro teatrale e coreografico. Le sue performance catturano l’attenzione fin dal primo istante unendo alla forza espressiva della voce, i movimenti della danza e le sonorità delle percussioni come la calebasse, la sanza, il balafon, la chitarra acustica e tutti altri piccoli strumenti in una suggestiva e vitale tavolozza di colori.
Il nuovo album "Na Afriki" è uscito all’inizio del 2007 e la Dobet presenterà il repertorio con uno straordinario gruppo.
- Dobet Gnahoré, vocal, percussion
- Colin Laroche de Feline, guitar, vocal
- Nabil Mehrezy, bass, vocal
- Boris Tchango, drums, percussion
Egschiglen (Mongolia)
Si parte giovedì 19 giugno con la musica tradizionale e contemporanea dalla Mongolia, affidata al gruppo Egschiglen l’ensemble mongolo che ripropone le leggende, le storie e i miti della propria terra nel caratteristico stile "Khoomji", una tecnica che esige una conoscenza altamente professionale dell’uso della voce, perché gli artisti cantano con due toni di voce diversi nello stesso tempo, un profondo basso e un acuto alto.
Il nome Egschiglen significa armonia o bella melodia. Tume (Tumenbayar Migdorj) e Tumro (Tumursaihan Yanlav) cantano e suonano il violino il cui riccio finisce a testa di cavallo e il morin khuur, uno strumento con due sole corde in crine di cavallo, suonato come un violoncello. Ugan (Uuganbaatar Tsend-Ochir) si occupa del basso mogoliano, ih huur. Il cantante solista Amra (Amartuwshin Baasandorj) canta alla maniera khomii accompagnandosi al liuto tobshuur.
Il gruppo Egschiglen viene fondato nel 1991 da studenti in corso di specializzazione al conservatorio di Ulaanbaatar. Ancora oggi quattro di loro sono il cuore della band. Sin dai primissimi passi, i musicisti si focalizzano sulla musica contemporanea della Mongolia ed eseguono ricerche sistematiche pe la dimensione sonora del proprio repertorio con strumenti tradizionali e le tecniche vocali dell’Asia centrale.
Gli Egschiglen sono gli ambasciatori musicali del loro paese. Col loro virtuosismo, trasmettono musicalmente l’armonia della propria cultura. Il Khomii è una speciale tecnica di canto "di gola", uno stile in cui le tonalità fuori dalla scala sono modulate nello stesso tempo in cui viene cantata la melodia di base (diplofonia).
Sara (Sarangel Tserevsamba), oltre a essere la voce femminile della compagnia, è esperta di dulcimer e joochin. Di pari talento Boogi (Wandansenge Batbold), seconda voce e suonatrice di percussioni asiatiche. I movimenti artistici della ballerina Ariunaa, che accompagna il gruppo nei concerti, sfortunatamente si perdono nei dischi, ma si possono gustare negli spettacoli dal vivo!
La musica degli Egschiglen impressiona in virtù della varietà e della pienezza di grazie. Con i loro raffinati arrangiamenti, interpretano sia canzoni tradizionali che lavori di compositori mongoli contemporanei. I loro pezzi hanno sovente la qualità e la trasparenza della musica da camera, pur mantenendo il potere incantatorio delle tradizioni popolari. Par quasi di sentire risuonare gli zoccoli dei piccoli e robusti cavalli mongoli dietro cui Genghis Khan fondò uno dei più grandi imperi mondiali di tutti i tempi. Una musica che ci porta al nitido silenzio del deserto del Gobi, dove solo il vento canta tra le dune.
Da un lato le sonorità mongole appaiono strane e misteriose alle orecchie occidentali. In particolar modo i canti khoomii lasciano senza parole. Chi potrebbe credere che una voce possa produrre suoni così bassi e alti allo stesso tempo? (Sì, è possibile!) Dall’altro la musica suona familiare, esprimendo i sentimenti di base dell’umanità: amore, preoccupazioni e riconoscenza. I musicisti di Egschiglen ci avvicinano a una cultura affascinante della loro terra così lontana, dimostrando nel contempo come aldilà di tutte le differenze culturali che vi possono essere, sussista sempre un elemento comune dell’umana esistenza.
Formazione
- Migdorj Tumenbajar, 1st moriin khuur, vocals
- Yanlav Tumursaihan, 2nd moriin khuur, vocals
- Amartuwshin Baasandorj, khöömii solo vocals, tobshuur
- Wandansenge Batbold, asian percussion, 2nd solo vocals
- Uuganbaatar Tsend-Ochir, bass
- Ariunaa Tserendavaa, dance
Boom Pam (Israel)
La novità più "out of bord" si chiama quest'anno Boom Pam che suonerà giovedì 3 luglio, una band Israeliana che mischia le chitarre surf elettriche con le sonorità tradizionali della musica Klezmer, Balcanica e Araba.
Due chitarre elettriche una tuba e una batteria per presentare le loro musiche originali e altrettanto energiche!
I quattro ragazzi che compongono il gruppo dei Boom Pam provengono da Tel Aviv dove sono ormai molto conosciuti e seguiti dagli appasionati di musica tipica e moderna. Sempre più apprezzati nel Nord Europa dove accolgono consensi ovunque e nei più svariati tipi di festival sonori, i Boom Pam si fanno apprezzare per le loro musiche originali e altrettanto alternative all'ormai inflazionata e divertente musica delle brass band dei Balcani.
Con la fusione dei suoni delle chitarre tipiche della "Surf Music" e la musica Klezmer, condite da tipiche sonorità della musica Greca degli anni 60'/70', della musica Araba e della trascinante musica da matrimonio dei Balcani, creano un concerto difficile da collocare in un solo genere musicale, perchè la loro musica è piena di di colori e riferimenti di alcuni Stati assai particolari in fatto di suoni tipici.
Anche particolare è la loro passione per le canzoni del mediterraneo e sopratutto per quelle greche, che hanno conosciuto ascoltando i dischi di Aris-San, famoso cantante greco imigrato in Israele negli anni 60'/70' e che fu il primo ad usare la chitarra elettrica per suonare la tipica musica greca; e appunto è di grande successo è la loro "cover version" di una Greek Hits di Aris-San che hanno registrato con Berry Sakharof, uno delle Israels Rock Star con il quale sono stati in classifica nelle hits per molto tempo.
Un insieme di successi locali, un entusiasta, positiva e costante attenzione dei media porta i Boom Pam al successo in tutta Europa, tanto da essere invitati in prestigiosi programmi musicali ed in raffinate sedi quali la Berlino Opera House e il Schauspiel a Francoforte, la Tel Aviv Symphony Hall dove hanno aperto i concerti alla "reunion" dei "Minimal Compact" con la "Non Smoking Orchestra" di Emir Kusturica and the "Gypsy Kings" e ancora al Francoforte Museo festival e poi al fianco di D.J. Shantel nel famosissimo Bucovina Club, ed in Svizzera, Spagna, Colombia.
Nonostante il successo attuale i Boom Pam continuano ad esibirsi in matrimoni, feste e locali in tutto il loro paese proponendo la loro musica coinvolgente e alternativa senza compromettere la loro qualità ed integrità artistico-musicale.
Ed infine dicono che: se Tarantino e Kusturica si mettessero a produrre un film, Boom Pam sarebbero senza dubbio adatti a comporre la colonna sonora!
Line-Up
- Uzi Feinerman: Guitar, Banjo & Vocals
- Uri Brauner Kinrot: Guitar, Saxophone & Vocals
- Yuval "Tuby" Zolotov: Tuba
- Dudu Kohav: Drums & Percussion
LA-33 (Colombia)
Giovedì 17 luglio arriva dalla Colombia con il progetto di salsa più accattivante dell’attuale panorama colombiano il folto e travolgente gruppo dei LA-33, vincitori del TV Music Awards colombiano "Nuestra Tierra 2008" nella la categoria tropicale/salsa come migliore interpretazione e come migliore artista. Un irresistibile e contagioso live show di salsa urbana!
Altamente raccomandata da descarga.com "Gozalo" è stato dichiarato il migliore album dell’anno in Colombia. Boogaloo, salsa dura, latin jazz con un profondo sapore colombiano. Da non dimenticare i loro brani più conosciuti in Italia "La Pantera Mambo", "Soledad", "Anny’s Boogaloo", "Te lo voy a devolver" e "Bye-Bye". Sono chiamati i rockettari della salsa perchè sul palco sanno combinare il vero swing della classica orchestra di salsa al vero atteggiamento rock’n’roll.
LA 33, è uno dei progetti di salsa colombiana più effervescenti e urbani del momento. Una ensamble che è fiorita nel panorama underground di Bogotà nell’anno 2002, sotto la guida dei fratelli Sergio e Santiago Mejia, creando uno nuovo stile di salsa, appunto quello di Bogotà. Piace sia alla nuova che alla vecchia scuola di melomani.
I salseros tradizionali amano la descarga dura, il latin jazz e gli arrangiamenti che invitano a ballare; mentre i giovani cercano quella nuova onda urbana del barrio: la strada. I pionieri di questa nuova corrente sono LA 33, la cui musica riprende la sonorità della salsa di New York degli anni 60 e gli inizi dei 70, però con un accento nuovo e una produzione musicale più urbana.
La salsa di Cali la cosiddetta "Capitale della salsa colombiana" è un’istituzione mentre che la salsa made in Bogotà è un movimento nuovo. La 33 è una nuova esperienza di salsa colombiana! Agli esordi questi giovani musicisti, che dal loro atteggiamento sanno più da rockettari che da salseros, facevano le prove presso il ex-monastero di San Giovanni l’evangelista, situato sulla strada Calle 33 nel leggendario quartiere Teusaquillo di Bogotà, ed è proprio da questa strada dove la band prende il nome LA 33.
Il loro primo debutto si realizza il 3 maggio 2003 e l’entusiasmo con cui li riceve il pubblico di Bogotà è immediato. LA 33 ha successo perché piace sia ai giovani che ai vecchi. Lo spirito del boogaloo di New York si riconosce ma il sentimento di Bogotà trascende. Basta ascoltare "Anny’s boogaloo" e "Que rico boogaloo", del loro eponimo primo album uscito nel 2004, mentre il brano hit "La pantera mambo" ha una bella cadenza jazz, arrangiamenti brillanti ed una forte descarga che identifica lo stile di LA 33.
Sono eccezionali i brani di salsa dura "Suelta el bongo", "Soledad" e "La pelicula". I fiati, il basso elettrico che galoppa, il virtuosismo dei solos, la voce gioiosa e calda del cantante/compositore "Malpelo" e lo stile più urbano della voce carismatica del cantante/compositore "Grillo" danno a questa prima produzione un aria completamente nuova e fresca.
Nell’anno 2007 è uscito il loro secondo disco "Gozalo", un rega lo meraviglioso per il salsero urbano: con una sonorità jazz e un repertorio allegro che si allontana dagli schemi della salsa-pop attuale. Una copertina molto alternativa e originale che presenta una varietà di generi che vanno dalla descarga e latin-colombian jazz fino alla salsa dura e bolero-son.
Brani come "Plinio Gluzman", "Bye-Bye", "La fea", "Gozalo", "La rumba buena" e "La Tormenta" confermano la bravura e lo stile di LA 33. "Gozalo" presenta un nuovo e giovane talento il cantante/compositore, Pablo Martinez, la cui voce aggiunge un altro colore e swing alla band. Questo album è stato prodotto, registrato e mixato a Bogota da LA 33, mentre la masterizzazione l’ha fatta Leon Zervos negli Sterling Sound Studios di New York.
Qualcuno ha descritto LA 33 come "Los rockeros de la salsa", per la loro versatilità, forza sul palcoscenico, messa in scena giovane e urbana e per la loro capacità di sfiorare in modo contundente il jazz, il folklore colombiano e il sound della salsa di New York degli anni 70.
Lo scorso Aprile 2008, LA 33 ha presentato con molto successo il loro più recente video clip "Bye-Bye" prodotto dalla rete latinoamericana di televisione Body Channel. Questo video clip ha rotto con i tradizionali schemi di video di salsa che fino adesso si erano realizzati in Colombia. Inoltre, il brano "El robo" è parte della colonna sonora del film colombiano "Dog eat Dog" (cane come cane), il quale ha ricevuto ottime critiche internazionali.
Tutti i musicisti di LA 33 provengono da esperienze musicali molto diverse: rock, funk, ska, Folk, musica classica, fusione e jazz. Inoltre, collaborano strettamente negli arrangiamenti e composizione del loro repertorio.
LA 33 ha aperto la strada ad altre band di salsa di Bogotà, creando una scena musicale che non esisteva. La loro musica si ascolta in Latino America, Stati Uniti, Canada Europa e Giappone tra gli altri. Hanno fans in tutto il mondo. Nel 2008 saranno in tournée europea (estate e autunno) e in Giappone (estate).
Line-Up
- Sergio Mejia, bass
- Roland Nieto, trumpet
- Juan Felipe Cardenas, saxophone
- Jose Miguel Vega, trombone
- Vladimir Romero, trombone
- Santiago Mejia, keyboard
- Guillermo Celis, vocal
- David Cantillo, vocal
- Pablo Martinez, vocal
- Cipriano Rojas, congas
- Juan David Fernandez, timbales
- Diego Sanchez, bongos
Bedouin Jerry Can Band (Egypt)
Di nuovo un passaggio in Africa, ovvero nel deserto del Sinai in Egitto con la Bedouin Jerry Can Band il giovedì 31 luglio, uno straordinario gruppo di Beduini, poeti e narratori seminomadi che porta le musiche dei Sufi e le canzoni tradizionali Rabba.
Bedouin Jerry Can Band (BJB) è uno straordinario gruppo di Beduini, poeti e narratori seminomadi del Sinai, ci porta le musiche dei Sufi e le canzoni tradizionali Rabba. Ogni loro performance è accompagnata dai ritmi coinvolgenti creati con delle tavole, dei tamburi sui quadri, dei vasi in argilla, delle scatole di munizioni e barili, recuperati dalla precedente guerra dei sei giorni, Il gruppo include anche un "preparatore" di caffé.
Info
Serate ai Giardini di Castel Trauttmansdorff (Giardino Botanico)
Via San Valentino, 51a - Maia Alta (Merano)
Tel. +39 0473 258819 (cassa)