Donna in rosso

Donna in rosso

Dal 21 novembre 2007 al 29 marzo 2008

Tullia Socin e le Biennali di Bolzano. Progetto Mostra Centenario (1907 - 2007). A 100 anni dalla nascita di Tullia Socin una mostra ricorderà la pittrice bolzanina.

Il 7 gennaio 1907 nasceva a Bolzano Tullia Socin. Si tratta di una delle più rappresentative pittrici che hanno caratterizzato lo scenario artistico che si è sviluppato a livello nazionale nel corso degli anni Trenta.

A ricordo dell'opera di Tullia Socin e dell'intero movimento artistico che si sviluppò in provincia di Bolzano tra le due guerre mondiali, il Circolo Culturale La Stanza di Bolzano, organizza, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano, una mostra presso le sale espositive del Museo Civico.

La mostra, curata dal noto critico d'arte sudtirolese Carl Kraus, costituisce l'appuntamento culturale stagione in quanto attraverso una cinquantina di opere intende riscoprire non solo il talento artistico della pittrice bolzanina, ma rivisitare l'intero movimento culturale che si sviluppò in quegli anni difficili e tormentati nel quale operarono artisti quali Egger Lienz, Hans Piffrader, Ignaz Gabloner, i fratelli Stolz, nonché esuli inviati al confino quali Luigi Bartolini, Guido Casalini e lo stesso Enrico Carmassi che fu il marito di Tullia Socin.

La mostra, dal titolo "Donna in rosso", intende costituire un inedito focus culturale ad ampio spettro su un'epoca storico-culturale ancora poco conosciuta, ma particolarmente fervida e caratterizzata, tra l'altro, anche dall'organizzazione a Bolzano di una "Biennale sindacale d'arte" che a quei tempi costituiva uno dei più prestigiosi appuntamenti culturali a livello non solo nazionale.

Tullia Socin apparteneva a una famiglia originaria della Val di Non che si era insediata a Bolzano già nel 1870 con una fabbrica artigiana di fisarmoniche e strumenti musicali, fondata da Fedele Socin, nonno dell'artista. Nella famiglia Socin la cultura, e non solo quella musicale, era di casa, tanto che il ritratto del nonno, il "Klavierfabrikant", opera di Albert Stolz, affascinò sempre l'ancor giovane Tullia che, dopo aver frequentato l'Istituto Santa Maria di Bolzano e l'educandato delle Dame di Sion a Trento e conseguita la laurea a Grenoble, si iscrisse nel 1925 all'Accademia delle Belle Arti di Venezia. Allieva del maestro Vigilio Guidi, per Tullia Socin si aprì un mondo nuovo.

Conseguita la licenza di "pittore accademico" nel 1932 per la giovane artista bolzanina iniziò una lunga e fervida carriera artistica. Una carriera che la porta a Parigi e a Roma dove frequenta lo studio del maestro Bargellini. La sua produzione artistica diventa via via sempre più importante. La sua presenza alle più significative rassegne nazionali le consente di conquistare il consenso unanime della critica più qualificata. Si aggiudica nel contempo importanti premi quali il "Premio del Golfo" a La Spezia nella cui giuria siedono maestri del calibro di Guttuso, Casorati, Carrà. Furono gli anni del grande successo.

Tullia Socin a cavallo degli anni Quaranta dà inizio ad un periodo di "silenzio pubblico" dovuto alla tragedia della seconda guerra mondiale che ha visto la pittrice sfollata prima a Castelrotto e poi in Val di Non. Un silenzio artistico, il suo, che si protrae fino al 1945. Nel dopoguerra l'ispirazione della ricerca artistica della Socin è completamente diversa da quella che caratterizzò gli anni Trenta. Particolarmente feconda la parentesi torinese, accanto al marito, lo scultore Enrico Carmassi, fino all'evoluzione dell'astrattismo cosmico che caratterizzerà le opere della sua maturità.

Sue opere sono conservate oggi nei più importanti musei nazionali di arte moderna e contemporanea, quali la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, nonché in prestigiose collezioni private. Tullia Socin si è spenta nel gennaio 1995.

L'opera "Donna in rosso" che dà il nome alla mostra è conservata presso il Museo Civico di Bolzano.

Speciale annullo filatelico

Sabato 24 novembre 2007 presso Museo Civico c'è stata l'emissione da parte di Poste Italiane di uno speciale annullo filatelico. Per gli amanti della filatelia, ma non solo per loro, è stato un appuntamento da non perdere in quanto l'annullo commemorativo (di forma quadrata) raffigura la silhouette del dipinto "Donna in rosso" di Tullia Socin.

Ma a rendere ancora più originale e preziosa l'affrancatura delle cartoline è stato il francobollo utilizzato. Si è trattato del francobollo celebrativo da 0,60 euro emesso da Poste Italiane in occasione dell' "Anno europeo per le pari opportunità per tutti" e il cui bozzetto è opera di un'altra nota artista bolzanina, la comtemporanea Giovanna Da Por Sulligi che si è aggiudicata il concorso nazionale per il bozzetto vincitore. Quindi un francobollo opera di una artrista bolzanina di oggi, Giovanna Da Por Sulligi, per la cartolina della mostra commemorativa di una artista bolzanina di ieri, Tullia Socin. E per i filatelici questa circostanza ha rappresentato un'ulteriore preziosità.

Vivere negli Anni Trenta

Per tutto il mese di gennaio ha avuto luogo luogo al Museo Civico di Bolzano la piccola esposizione tematica "Vivere negli Anni Trenta". Evento dedicato alla scuola e all'arte di vivere nel periodo tra il 1922 e il 1942. L'esposizione, allestita a cura del Circolo Culturale La Stanza, si avvale della collaborazione del Museo della Scuola della Città di Bolzano.

Questa piccola e graziosa mostra, con il vecchio banco di scuola, la caffettiera della nonna, le pagelle e i pennini dell'epoca e le copertine delle riviste di moda, racconta la vita di tutti i giorni in uno spaccato che consentirà di acquisire qualche elemento in più per completare la comprensione dell'epoca in cui si sono svolte le Biennali di Bolzano (1922 - 1942).

Epica dello sport tra il 1922 e il 1942

Dopo la collaterale del mese di gennaio dedicata alla scuola e all'arte di vivere negli anni tra le due guerre, ora è la volta di "L'epica dello sport tra il 1922 e il 1942". La mostra presenta anche alcuni altri cimeli e alcune singolari fotografie dedicate alla pratica sportiva in Alto Adige in quegli anni.

La bicicletta originale con cui Gino Bartali vinse il Tour de France nel 1938 e quella con cui Fausto Coppi nel 1942 stabilì al velodromo Vigorelli di Milano il primato dell'ora sono da oggi esposte al Museo Civico di Bolzano.
Sono i due pezzi forti dell'esposizione collaterale alla mostra. La presenza a Bolzano delle due biciclette di Bartali e Coppi costituisce un evento straordinario quanto unico.

La Legnano con cui Gino Bartali vinse il Tour è un modello particolarmente importante nella storia dello sport delle due ruote. La bicicletta colorata di giallo (perchè erano vietati i colori delle marche) presenta cerchioni in legno e l'innovativo cambio Campagnolo Corsa posto all'altezza della ruota posteriore. Bartali, nel 1938 non potè partecipare al Giro d'Italia per "ordine di Mussolini" che gli impose la partecipazione al Tour per portare in Italia la prestigiosa maglia gialla. Agli ordini del Ct. Girardengo dominò la corsa francese trionfando nella tappa di Briançon la scalata del mitico Izoard.

La bicicletta con cui Fausto Coppi il 7 novembre 1942 stabilì al Vigorelli il primato dell'ora (allora era vietato usare la parola inglese record) è una Legnano superleggera con le ruote in seta per garantire maggiore scorrevolezza. Coppi, praticamente senza allenamento in quanto a causa della guerra le corse più importanti non ebbero luogo, percorse in 1 ora 45,871 chilometri, migliorando il primato che era detenuto dal francese Archambaud. Per l'Italia sportiva anche quello fu un trionfo.

A tenere a battesimo la mostra sono state anche le due atlete bolzanine della nazionale azzurra di tuffi Tania Cagnotto e Valentina Marocchi.

Nel corso dell'inaugurazione si è infatti parlato della nascita dello sport dei tuffi in Italia e a Bolzano (dai bagni Gugler al Lido) con Carmen Casteiner, figlia di Otto Casteiner grande tuffatore degli anni Trenta ai tempi di Carl Dibiasi, Giorgio Cagnotto allenatore della nazionale italiana e il giornalista Marco Marangoni, che sta realizzando un libro sull'argomento.

In esposizione anche una maglia originale di un giocatore della squadra di palla ovale (rugby) del 1937, un paio di sci in legno hickory con attacchi Kandahar usati ai tempi di Luis Trenker, nonché tutta una serie di fotografie (dall'alpinismo, al calcio, all'atletica) testimonianze dei vari sport praticati in quegli anni.

La piccola esposizione sarà visitabile per l'intero mese di febbraio. Per tutto il mese di febbraio si susseguiranno gli appuntamenti de "Venerdì al museo... succede all'ora di pranzo" che saranno dedicati alla scuola e all'arte di vivere degli Anni Trenta.

Dipingi la tua Donna in rosso

Un centinaio di "Donne in rosso" al Museo civico. Esposti i lavori del Concorso di pittura "Dipingi la tua Donna in rosso". Premiazione sabato 1 marzo ore 15.00 al Museo Civico.

Sono a dir poco strepitose le interpretazione che giovani e giovanissimi hanno fatto della Donna in rosso. Uno spettacolo da non perdere, per l'originalità delle idee, l'uso deciso dei colori, il sense of humor di certi elaborati: un'esposizione che affianca con profilo la mostra "Donna in rosso. Tullia Socin e le Biennali di Bolzano".

I disegni, più di cento, esposti al Museo Civico fanno parte del concorso di pittura "Dipingi la tua Donna in rosso", indetto ed organizzato dal Circolo Culturale La Stanza. In considerazione della qualità e della quantità dei lavori la loro esposizione, prevista la settimana corrente, viene posticipata e sarà visitabile fino alla conclusione della mostra "Donna in rosso" a fine marzo.

Sabato prossimo 1 marzo alle ore 15.00 è invece prevista la cerimonia di premiazione delle tre opere vincitrici che verranno selezionate da una giuria composta dal direttore del Museo Civico Stefan Demetz (presidente), dal curatore della mostra "Donna in rosso. Tullia Socin e le Biennali di Bolzano" Carl Kraus, dal presidente dell'Associazione artisti altoatesini Enrico Farina, dal critico d'arte Severino Perelda, dall'esperta di turismo culturale Laura Schütz e dal presidente del Circolo Culturale La Stanza Pietro Marangoni. A tutti i partecipanti verrà invece consegnato, a ricordo, un attestato di partecipazione.

Ha intanto riscosso un grande successo anche l'iniziativa rivolta sabato scorso ai più piccoli "Dipingere in festa" che ha richiamato al Museo decine e decine di ragazzine e ragazzini che si sono cimentati a loro volta con pennelli, pennarelli e colori per dare libero sfogo alle loro attitudini artistiche e a reinterpretare la Donna in rosso. Anche il piccolo laboratorio di disegno per i più piccini sarà disponibile fino alla fine della mostra.

La "Donna in rosso" ha conquistato La Spezia

È stato un evento culturale che consentirà di riscrivere e completare la biografia della pittrice bolzanina Tullia Socin e del suo compagno lo scultore spezzino Enrico Carmassi quello che si è tenuto nei giorni scorsi al Camec, il Centro di arte moderna e contemporanea di La Spezia.

E per presentare compiutamente la mostra di Bolzano a La Spezia sono state esposte alcune delle opere che potranno essere ammirate fra un mese a Bolzano. In particolare l'originale de la "Donna in rosso" e altri dipinti di Tullia Socin. A tale proposito va sottolineato un piccolo e toccante colpo di scena. Dopo che Maria Pia Socin, sorella di Tullia, ha ripercorso la parabola artistica di una delle maggiori interpreti della "nuova oggettività" e la professoressa Mara Borzone, assistente di direzione del Camec, ha ricordato il periodo spezzino dell'artista bolzanina e di suo marito lo scultore Carmassi, la signora Ilva Losa ha rivelato di essere stata la modella di diversi quadri di Tullia Socin. E in particolare di due celebri dipinti: "Donna con il fiore" e "Giocatrici di pallacanestro".

Sempre nel corso della giornata al Camec si è potuto accertare che due grandi opere di Tullia Socin, di cui un bozzetto ad olio è stato presentato proprio nell'occasione, sono andate distrutte nel corso dei bombardamenti bellici che portarono all'incendio della sede del palazzo comunale mentre è stata "recuperata" a seguito delle testimonianze dirette raccolte tra i presenti in sala una scultura di Enrico Carmassi che a sua volta si riteneva scomparsa.

"Per il Circolo Culturale La Stanza" ha sottolineato il suo presidente Pietro Marangoni "si è trattato di una giornata di grande significato in quanto inserita proprio nell'attività di sinergia culturale da noi perseguita e che tende ad esportare e far conoscere piccoli capitoli della nostra storia culturale anche al di fuori del territorio provinciale. Una giornata che ha consentito anche a far luce e recuperare alcuni tasselli mancanti su un personaggio e su una stagione artistica particolarmente feconda per l'intero territorio Trentinotirolese".

La pittrice bolzanina di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita oltre ad aver partecipato a molte edizioni del Premio del Golfo di La Spezia (la prima nel 1933), è stata moglie dello scultore spezzino Enrico Carmassi figura di rilievo del rinnovamento artistico fra i due grandi conflitti del XX secolo. Tra le opere di Tullia Socin che verranno esposte al Camec ci sarà anche il bozzetto di un più grande dipinto "Il porto di La Spezia" di cui, negli anni Quaranta, si sono perse le tracce.