Via Cassa di Risparmio

Via Cassa di Risparmio

Negli anni sul finire del 1800 Bolzano visse un importante momento di fioritura: l'avvento dell'energia elettrica, il collegamento ferroviario e la salda guida del sindaco Julius Perathoner (dal 1895 al 1922) portò la cittadina rurale e piccolo borghese a scoprire una nuova dimensione urbana.

A questo rinnovo contribuirono numerosi interventi pubblici realizzati dai bravi architetti dell'area tedesca che occuparono il posto di responsabile comunale all'edilizia: Sebastian Altmann, Wilhelm Kürscher, Gustav Nolte, Walter Norden.

Per rispondere alle nuove esigenze abitative connesse con l'improvvisa crescita demografica ma anche per incentivare l'attività edilizia, la Cassa di Risparmio di Bolzano acquistò alcuni terreni lungo il Talvera, li urbanizzò e ne fece regalo all'amministrazione comunale in occasione del 50º anniversario della reggenza dell'Imperatore Francesco Giuseppe.

Era il 2 dicembre del 1898, esattamente 110 anni or sono. L'accordo prevedeva che il ramo sud venisse intitolato alla Imperatrice Sissi mentre al ramo nord, verso monte, venisse dato il nome di via Cassa di Risparmio, mantenutosi sino ad oggi.

La strada, lunga 400 metri e larga 15, stabiliva per la prima volta un collegamento urbano tra l'Ospedale e via dei Vanga. I terreni, posti in vendita dal Comune al prezzo di 8 fiorini al m², vennero facilmente venduti e ospitarono i primi edifici di Bolzano con scheletro in calcestruzzo armato.

Il 4 novembre del 1900 sarebbe stato inaugurato l'attuale ponte sulla Talvera (ing. Wagner Birò, Graz) le cui ampie carreggiate carozzabili anticipavano di cinque anni la prima macchina di proprietà di un bolzanino.

Tra gli edifici più importanti della nuova strada: il Museo Civico realizzato in stile castellano (disegno Alois Delug, esecutivi di Musch & Lun) al posto dell'abbattuto Palazzo Hurlach, quello della Banca Nazionale Austroungarica (poi Banca d'Italia e oggi Museo Archeologico dell'Alto Adige) e lo stesso edificio della Cassa di Risparmio (arch. Wilhelm Kürscher) pensato in forme neo-barocche.

Questo edificio verrà poi ridisegnato in stile razionalista italiano da Francesco Rossi nel 1938 intaccando in qualche maniera l'unitarietà della cortina realizzata su disegno degli architetti Strehle e Cassel nel 1905 con ricco ed elegante assortimento di timpani, erker, torrette d'angolo, aperture incorniciate ed altri elementi decorativi.

L'ispirazione di fondo è il neo-gotico di Norimberga in cui sono inseriti elementi del barocco bavarese e cenni di romanico-rinascimentale.